Cappella Residenza di Bellagio

Cappella Residenza di Bellagio
InterventoRiqualificazione del Luogo di culto della Residenza di Bellagio (CO)
Anno2026
LuogoComo
CommittenteO.S.A. Roma
Parole ChiaveRSA | Cappella |altare| ambone | sede |design for all | illuminazione LED | ottone | legno | marmo
Foto©Diego De Nardi

Progetto preliminare

Nella manualistica tecnica, il locale per il culto (cappella) posto all’interno della Casa di riposo, risponde a standard per lo più di tipo tecnico-prestazionale, tanto d’esser spesso ricompreso all’interno di spazi comuni sotto la dizione ‘sala polivalente’.

Si percepisce spesso come un non-luogo, nella dizione di Marc Augé (Marc Augé, Nonluoghi. Introduzione a un’antropologia della surmodernità, 2009): spazio di anonimato, transito e standardizzazione privo di identità, relazione e storia, ben lontano dal ricordare una chiesa o una cappella religiosa, in opposizione alla concezione degli spazi della residenza per anziani come “luoghi di vita”.

La progressiva maggior attenzione ai bisogni degli anziani residenti, ha sempre più indirizzato a ridefinire questa funzione, generando una domanda di progetto.

Il punto di partenza di ogni ragionamento progettuale sul ‘luogo per il culto’ sono i topoi dell’azione liturgica, così come delineati dalla Nota pastorale della CEI del 1993:

“L’ambiente interno, dal quale deve sempre partire la progettazione, sarà orientato verso il centro dell’azione liturgica e scandito secondo una dinamica che parte dall’atrio, si sviluppa nell’aula e si conclude nel “presbiterio”, quali spazi articolati ma non separati”.

Nella convinzione, per chi scrive, che l’architettura sia costruzione di spazi significanti e non un’esperienza estetica levigata (Byung-Chul Han, La salvezza del bello, 2019) riconducibile a Gusto e Moda, il progetto muove dalle necessità espresse dal Committente proponendo una chiara e intelleggibile articolazione degli spazi nella loro funzione e significato liturgico.

Uno spazio, o meglio una sequenza di spazi disposti in unità, che si offra come dispositivo liturgico, anche grazie al dialogo con l’arte contemporanea che qui si propone di instaurare, nonché con il colore, nella sua forma simbolica e contemplativa e nella sua capacità di orientare negli spazi medesimi (Healing Architecture).

Un’idea di architettura sacra che dialoga con la luce (naturale/artificiale), coniuga materiali e colori, per articolare un luogo di vita assembleare ma anche di meditazione e silenzio.

Nell’intento di definire un luogo identitario della comunità dei residenti della Casa di riposo Residenza Bellagio, nella cui unicità essi possano trovare luogo per il raccoglimento, la preghiera, la comunione.

(l’opera d’arte, riportata a titolo esemplificativo della relazione tra spazio e opera d’arte, è di Gor Chahal. ll Sole della Verità, della Gentilezza e della Bellezza – “The Sun of Truth, Goodness and Beauty”, 2004, Museums-Quartier, Vienna).