Fiera di Padova
Intervento Riorganizzazione e ampliamento
Anno 1998
Luogo Padova
Committente Ente Padova Fiere
Parole Chiave quartiere fieristico |riorganizzazione| ampliamento| acciaio| off-site|sistema S/R | trave Warren | assenza ingombri statici| edifici sospesi
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Concorso di progettazione: progetto 2° classificato
In collaborazione con SDA-Angelo Villa e Studio De Miranda Ingegneria Strutturale

 

I quartieri fieristici appaiono storicamente istituirsi su una sorta di contrapposizione morfologica e tipologica tra due categorie di opere: da una parte i padiglioni espositivi, dall’altra i corpi destinati a servizi visitatori e attrezzature speciali di diversa scala e importanza. Attraverso queste due voci viene disegnato l’impianto morfologico ed il paesaggio architettonico del quartiere fieristico, quasi ricalcando la dialettica urbana tra monumento (le opere eccezionali: i corpi dei servizi e funzioni speciali) e il tessuto (le opere ripetibili: i padiglioni espositivi). Paradigmatiche di questo procedimento sono la Fiera di Parigi e la Fiera di Lipsia.

Il progetto invece svolge il tema predisponendo una macchina dell’architettura unitaria nella sua configurazione globale, in grado di recepire le esigenze di flessibilità richieste da tempi, risorse economiche, necessità funzionali nel lungo iter di realizzazione, e al tempo stesso di essere un grande contrappunto architettonico a scala della città.

In altri termini il contenuto del progetto è un sistema costituito da una doppia serie di elementi: gli elementi che fissano la struttura figurativa e spaziale della macchina-fiera; gli elementi che in maniera differenziata si dispongono entro questa struttura nel corso del tempo (fasi costruttive) secondo modalità legate al funzionamento, alle gerarchie morfologiche, all’assetto spaziale.

La struttura figurativa e spaziale della macchina-fiera è fondata su una grande figura strutturale composta da una serie di portali doppi, disposti su un intervallo di 24 m con luci variabili tra 70 m/campata e 40 m/campata. Un dispositivo strutturale per i corpi espositivi (luce netta di 70m/campata) e un dispositivo strutturale per le funzioni ascrivibili alla voce servizi visitatori e funzioni speciali (luci da 40m/campata), cioè per gli spazi e corpi ove sono collocati i luoghi pubblici e le attività speciali del quartiere fieristico. Garantendo, da una parte la completa libertà delle superfici espositive da ingombri statici; dall’altra la collocazione dei corpi per le funzioni non espositive secondo tempi e modi che possono variare.

Le immagini di progetto mostrano bene la doppia valenza del sistema proposto: da una parte costruire la forte immagine della macchina fiera a scala della città, dall’altra articolarsi e differenziarsi secondo la gerarchia spaziale e funzionale della morfologia interna del quartiere fieristico, costruendone il paesaggio architettonico: luoghi, figure, prospettive, etc.